Home  |   Come arrivare  |  Redazione  |  Contatti  |  Uffici IAT   |   Come arrivare  |  

Una scelta storica a Giove: il Bosco della Bandita diventa parco naturale protetto

  • Dove mangiare in Umbria
  • Banner pubblicitario dove dormire in umbria
Bosco della Bandita
22/12/2025 Tempo di lettura: 3 min.

Un progetto pionieristico nato dal basso che unisce cittadini, scienza e amministrazione nella tutela di uno dei boschi più preziosi dell’Umbria.

L’antico Bosco della Bandita di Giove, nel cuore della provincia di Terni, è ufficialmente salvo. Con una delibera storica, il Comune ha avviato il percorso di tutela naturalistica di uno degli ambienti forestali più importanti dell’Umbria, segnando una svolta concreta nel rapporto tra comunità, istituzioni e natura.

Una decisione che va oltre il semplice atto amministrativo: è il risultato di una visione condivisa, di un lavoro collettivo e di una nuova consapevolezza ambientale che mette al centro il valore del tempo lungo della natura.

Un bosco restituito alla natura: 20 ettari di biodiversità protetta

Circa 20 ettari di bosco, tra aree comunali e proprietà private, entrano oggi in una nuova fase di salvaguardia. Nella porzione privata, i proprietari hanno compiuto una scelta etica e coraggiosa, sospendendo ogni intervento selvicolturale e lasciando che il bosco si autoregoli secondo i propri equilibri naturali.

Un gesto virtuoso che, insieme alla visione dell’amministrazione comunale e all’impegno di cittadini ed esperti, ha dato vita a un progetto pionieristico nato dal basso, destinato a diventare un modello replicabile per altre comunità umbre e non solo.

Il Bosco della Bandita: uno scrigno naturale unico in Umbria

Il Bosco della Bandita rappresenta un autentico laboratorio di biodiversità. Qui si incontrano cerrete monumentali, una ricca varietà di latifoglie e, soprattutto, la presenza preziosa del Farnetto (Quercus frainetto), specie rara e a rischio globale, testimone vivente dei boschi originari dell’Umbria.

Un ecosistema complesso e interconnesso che svolge funzioni fondamentali: tutela del suolo, regolazione del ciclo dell’acqua, miglioramento della qualità dell’aria e protezione del territorio. Un esempio concreto di come la natura, se lasciata libera, sappia prendersi cura di sé e delle comunità umane.

Il contributo della scienza e il valore economico della tutela

Determinante in questo percorso è stato il contributo scientifico del professor Alessandro Bottacci, che con una relazione approfondita ha evidenziato il valore della bio-complessità forestale e il significato economico e naturalistico di un ambiente ancora incontaminato.

La tutela del Bosco della Bandita non è solo un dovere ambientale, ma una opportunità concreta per il territorio: turismo sostenibile, educazione ambientale, ricerca scientifica e valorizzazione delle risorse naturali e storiche.

A rafforzare il progetto sono intervenuti anche autorevoli rappresentanti del mondo ambientale e scientifico:

  • Luca Santini, presidente di Federparchi, che ha riconosciuto l’iniziativa come esempio virtuoso di tutela territoriale;
  • Bartolomeo Schirone e Francesco Spada, della SIRF – Società Italiana di Restauro Forestale, che hanno sottolineato l’importanza di proteggere ecosistemi forestali complessi, veri patrimoni viventi di biodiversità.

Un bosco naturale e storico: memoria, acqua e antichi mulini

La Bandita non è solo un bosco naturale, ma anche un bosco storico. La presenza di un’ara nei pressi della sorgente di Capita suggerisce un antico luogo sacro legato al culto dell’acqua, mentre i resti dei tre mulini raccontano secoli di lavoro, incontri e quotidianità.

Negli ultimi cinquant’anni la natura ha lentamente riabbracciato queste strutture, avvolgendole nel silenzio, ma oggi esse tornano a essere parte di una narrazione più ampia, che unisce paesaggio, storia e identità locale.

Un bene comune da vivere, conoscere e rispettare

Con questa delibera, il Comune di Giove, guidato dal sindaco Marco Morresi, riconosce il Bosco della Bandita come bene comune di valore ecologico, culturale, storico ed economico. Si apre ora la strada a un piano di gestione condiviso, costruito con il coinvolgimento di esperti, volontari e cittadini.

La salvezza del Bosco della Bandita è il risultato di una collaborazione virtuosa e rappresenta l’inizio di un nuovo cammino: un percorso di cura, responsabilità e riconnessione profonda con la natura.

In un mondo che corre e consuma, Giove sceglie di custodire la complessità.
Il Bosco della Bandita ora è protetto e può continuare a crescere libero.

Condividi questo contenuto:

Servizi di DoppioQuarto
×